

Nove.

Unione Sovietica.
e paesi extraeuropei negli anni Trenta.
80. Io non sono mai stato un traditore.

Da: N. I. Bucharin, in la Repubblica, 3 dicembre 1987.

Nikolaj Ivanovic Bucharin, esponente di primo piano della
rivoluzione d'ottobre, partecip da protagonista a tutte le
successive fasi della tormentata costruzione del socialismo,
distinguendosi come sostenitore della NEP a fianco di Stalin; ma
quando quest'ultimo, alla fine degli anni Venti, avvi la
collettivizzazione forzata delle campagne, si schier
all'opposizione. Estromesso dagli organi dirigenti del partito,
torn alla vita politica intorno alla met degli anni Trenta, ma
venne poi coinvolto nelle grandi purghe staliniane: processato e
condannato come nemico del popolo, venne fucilato nel 1938.
Cinquanta anni dopo, nel 1988, sar riabilitato dalla corte
suprema dell'URSS. Il passo che qui riproduciamo  tratto dalla
lettera-testamento che egli fece imparare a memoria alla moglie
pochi giorni prima di essere arrestato.


Lascio la vita. Chino la testa non di fronte alla scure
proletaria, che dev'essere implacabile ma morale. Sento la mia
completa impotenza di fronte alla macchina infernale che con
l'aiuto, probabilmente, di sistemi medioevali, ha acquistato una
forza titanica, produce calunnia organizzata, agisce senza
esitazioni, con sicurezza. Dzerzinskij [Feliks Edmundovic
Dzerzinskij, uno dei protagonisti della rivoluzione d'ottobre,
come ministro degli interni organizz e guid la Ceka, la polizia
politica] non c' pi. E' scomparsa pian piano ogni traccia delle
straordinarie tradizioni della Ceka, quando l'ideale della
rivoluzione giudicava ogni sua azione, giustificava la crudelt
verso il nemico, custodiva lo Stato dal pericolo di qualunque
controrivoluzione. Per questo gli organi della Ceka avevano
meritato speciale fiducia, speciali onori, autorit e rispetto...
[...] Possono ridurre in polvere qualunque membro del Comitato
Centrale, qualunque membro del Partito [...], possono trasformarlo
in un traditore, un terrorista, un sabotatore, una spia. E se a
Stalin in persona dovesse sorgere un dubbio su se stesso, la
conferma di questo dubbio gli verrebbe fornita immediatamente.
Nubi di tempesta incombono sul Partito. La mia sola testa
colpevole di nulla si porter dietro altre migliaia di innocenti.
Perch sar necessario inventare un'organizzazione,
l'organizzazione di Bucharin, che in realt non esiste non solo
adesso - quando da ormai quasi sette anni tra me e la linea del
Partito non c' pi nemmeno l'ombra della divergenza - ma non 
esistita neppure allora, negli anni dell'opposizione di destra.
[...]I miei punti di vista li ho sempre esposti apertamente [...].
Sono membro del Partito da quando avevo diciotto anni e il fine
ultimo della mia vita  sempre stato la lotta per gli interessi
della classe operaia, per la vittoria del socialismo.
Il giornale che porta il nome sacro della Verit [nel testo russo
Pravda] pubblica in questi giorni la pi infame delle menzogne,
scrive che io, Nikolaj Bucharin, avrei voluto distruggere le
conquiste dell'ottobre, restaurare il capitalismo. E' un'insolenza
inaudita,  una menzogna che per la sua sfrontatezza, per la sua
assoluta irresponsabilit di fronte al popolo potrebbe essere
paragonata soltanto ad un'affermazione come questa: Si  scoperto
che Nikolaj Romanov [l'ultimo zar della Russia, fino alla
rivoluzione del febbraio 1917] ha dedicato tutta la sua esistenza
alla lotta contro il capitalismo e la monarchia, alla lotta per la
realizzazione della rivoluzione proletaria. [...].
Mi rivolgo a voi, futura generazione dei dirigenti del Partito
sulla cui missione storica ricade il dovere di districare il
mostruoso groviglio di delitti che in questi terribili giorni si
vanno facendo sempre pi giganteschi, divampano come una fiamma e
soffocano il Partito. Mi rivolgo a tutti i membri del Partito. In
questi giorni, che forse sono gli ultimi della mia vita, io sono
certo che il filtro della storia laver prima o poi,
inevitabilmente, il fango dalla mia testa. Io non sono mai stato
un traditore. Avrei dato senza esitazione la mia vita in cambio di
quella di Lenin. Amavo Kirov [pseudonimo di Sergej Mironovic
Kostrikov, uno dei pi stretti collaboratori di Stalin,
assassinato nel 1934] e non ho mai organizzato nulla contro
Stalin...
[Seguono le ultime righe scolpite nella memoria:].
Sappiate, compagni, che su quella bandiera che voi porterete
attraverso la vostra marcia vittoriosa verso il comunismo, c'
anche una goccia del mio sangue.
Firmato: N. Bucharin.
